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Sanità, Avv. Davide Cornalba: “nuove regole per responsabilità e risarcimenti”

Nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026 la responsabilità sanitaria è stata interessata da interventi che incidono in modo diretto sull’organizzazione delle strutture e sull’assetto dei procedimenti. Con il 16 marzo 2026 si è conclusa la fase transitoria della Legge Gelli-Bianco, rendendo obbligatoria per tutte le strutture sanitarie l’adozione di modelli di gestione del rischio clinico, comprensivi dell’istituzione dei Comitati Valutazione Sinistri e della redazione di una relazione annuale sul rischio sanitario.

Per l’Avvocato Davide Cornalba, con studio a Lodi e Milano, “tali strumenti sono destinati a incidere sulla gestione delle richieste risarcitorie e sulla posizione difensiva delle strutture.” Sul piano processuale, la sentenza n. 170 del 2025 della Corte costituzionale ha modificato il quadro delle garanzie, consentendo al medico imputato di citare l’assicuratore nel processo penale, con la conseguente possibilità di trattare in un unico giudizio la responsabilità e la copertura assicurativa. Parallelamente, il legislatore ha previsto una limitazione della responsabilità penale ai casi di colpa grave, in presenza del rispetto di linee guida adeguate, mantenendo distinti i profili civile e disciplinare. In ambito civilistico, la Corte di Cassazione ha ribadito con l’ordinanza n. 34073 del 2025 che il riconoscimento del risarcimento presuppone la prova del nesso causale secondo il criterio del “più probabile che non”, con esclusione della responsabilità in caso di incertezza, anche a fronte di una condotta imperita. Il sistema si configura così come un insieme coordinato di regole che collegano prevenzione del rischio, coperture assicurative e accertamento della responsabilità.

Avv. Davide Cornalba: “L’assetto delineato comporta ricadute operative rilevanti sia per le strutture sia per i professionisti sanitari. La gestione interna dei sinistri assume un carattere più strutturato, con analisi preventive che coinvolgono competenze cliniche, medico-legali e giuridiche.”

L’obbligo di monitoraggio annuale del rischio introduce un elemento di continuità nella valutazione degli eventi avversi e dei contenziosi, incidendo anche sulle politiche organizzative. Sul piano processuale, la possibilità di coinvolgere l’assicuratore nel giudizio penale favorisce una trattazione unitaria delle posizioni, mentre il rafforzamento del ruolo delle polizze contribuisce a definire il perimetro economico della responsabilità.

In ambito civile, il rilievo attribuito al nesso causale richiede un accertamento fondato su elementi probatori coerenti e su valutazioni tecnico-scientifiche, con un ruolo centrale delle consulenze peritali. L’interazione tra questi elementi evidenzia un sistema nel quale organizzazione sanitaria, gestione del rischio e accertamento giudiziale risultano strettamente integrati.

Sul piano tecnico, l’evoluzione normativa e giurisprudenziale evidenzia una progressiva convergenza tra disciplina sostanziale e strumenti processuali, con un rafforzamento del coordinamento tra accertamento della responsabilità e gestione del rischio. “La centralità del nesso causale e il ruolo delle coperture assicurative – conclude l’Avvocato Cornalbaincidono in modo diretto sulla struttura delle domande e delle difese.” In tale contesto, assumono rilievo sia la corretta impostazione della fase istruttoria sia la coerenza tra elementi clinici e qualificazione giuridica del fatto.

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