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Arrivano le Soundmoji, le emoticon con la voce

In occasione della giornata delle emoticon lo scorso 17 luglio, Facebook ha festeggiato l’occasione con il lancio della prima serie di “Soundmoji”, le prime faccine con audio, offrendone un’anteprima in edizione limitata. Per ora fruibili solo su device con sistema operativo iOS, ben presto le Soundmoji saranno disponibili anche sui device Android. Questa prima uscita, infatti, ha offerto una ristretta selezione di emoticon “parlanti”, nel complesso 27, mentre, in un secondo momento, la collezione sarà più ricca e vasta, arricchita anche di nuove e particolari funzionalità, integrando il pacchetto già presente.

In particolare, una Soundmoji è un’icona corredata da una breve traccia audio, che si associa alle faccine più note e già usate dagli utenti. Essi, poi, potranno accompagnare le chat di Messenger, riproducendo suoni particolari, quali risate, rullo di tamburi, applausi ed il frinire dei grilli. Inoltre, una faccina rumorosa potrà contenere la voce e le frasi di celebrità della TV e del cinema e, allo stesso tempo, trasmettere un’emozione, una sensazione o un sentimento. Inviare un Soundmoji è davvero facile e segue la stessa dinamica di inserimento delle emoticon classiche; infatti, sarà sufficiente cliccare sulla piccola immagine del sorriso posta in basso, alla sinistra dello spazio della chat, e selezionare l’emoji rumoroso prescelto. A breve, la collezione delle “faccine parlanti” aumenterà, ma cambierà la modalità di inserimento perché, con il nuovo aggiornamento, si dovranno scegliere digitando il comando dell’altoparlante. La storia delle emoticon viene da lontano e nasce in Giappone, dove divennero famose alla fine degli anni ‘90.

Conosciute anche come emoji, parola costituita da tre vocaboli, “immagine”, “scrittura” e “carattere”, le emoticon, le faccine espressive sono dei simboli pittografici che, con il tempo, si sono diffuse, accompagnando messaggi su WhatsApp e sulle diverse app di messaggistica istantanea, SMS ed e – mail. Oltre 20 anni fa, Shigetaka Kurita, un designer di interfacce giapponesi disegnò e realizzò una raccolta di 176 emoji, utilizzando una griglia di 12×12 pixel, esposta oggi presso il Museum of Modern Art di New York. E, attualmente, gli emoji di Kurita sono diventati un must imprescindibile e parte del linguaggio quotidiano.

Anzi, secondo la recente ricerca “Global Emoji Trend Report 2021” di Adobe, gli utenti sembrano non poterne più fare a meno. Non solo le emoticon, infatti, accompagnano ogni conversazione, ma il loro uso rende il contenuto del messaggio più leggero, evocativo e consente di coglierne pienamente il significato. Dai dati diffusi dalla ricerca di Adobe, infatti, è emerso che, tra le 9000 persone coinvolte nell’indagine e provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Giappone, Australia e Corea del Sud, l’89% degli intervistati ha affermato di usare gli emoji per “comunicare superando le barriere linguistiche” e il 91% per “alleggerire l’atmosfera”; infine, il 67% considera “più amichevoli e divertenti” gli utenti che vi ricorrono. E le emoticon più usate sono proprio quelle che esprimono affetto, conferma, empatia, simpatia, felicità e tristezza. Infatti, la faccina che ride e quella con la lacrima di tristezza, il pollice alzato dell’ok, il cuore e il bacio sono tra le prime cinque emoji più inserite nei messaggi. Infine, nell’attesa che la collezione dei Soundmoji si arricchisca, ”Emojipedia”, il  sito web che raccoglie e classifica tutte le emoji in circolazione, ha confermato come quest’anno siano state rilasciate 217 nuove faccine. 

Ivana Notarangelo

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