Fisco UE, arriva il Tax Omnibus: meno adempimenti e risparmi stimati per 8 miliardi l’anno

Fisco UE, arriva il Tax Omnibus: meno adempimenti e risparmi stimati per 8 miliardi l’anno

La Commissione europea ha presentato il nuovo pacchetto Tax Omnibus e la proposta di rifusione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa, la cosiddetta DAC Recast. L’obiettivo è ridurre gli oneri fiscali e amministrativi che gravano sulle imprese attive nel mercato unico, semplificando un quadro normativo diventato sempre più complesso dopo l’introduzione delle regole antiabuso, del Pillar Two e della Global Minimum Tax.

Secondo le stime diffuse da Bruxelles, le misure potrebbero generare risparmi complessivi vicini agli 8 miliardi di euro l’anno, dei quali circa 3,3 miliardi riconducibili alla diminuzione dei costi amministrativi. Le proposte dovranno ora essere esaminate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea prima dell’eventuale approvazione definitiva.

Il pacchetto interviene in modo trasversale sulle direttive fiscali già esistenti. Non introduce una nuova imposta europea, ma punta a eliminare duplicazioni, incoerenze e adempimenti che la Commissione considera ormai sproporzionati rispetto alla loro effettiva utilità.

“Il passaggio più significativo riguarda il tentativo di coordinare discipline nate in momenti diversi e spesso applicate contemporaneamente dalle imprese”, osserva Michele Massimo Donato Monteleone, commercialista ad Aosta. “La stratificazione delle regole ha prodotto costi elevati e incertezza interpretativa, soprattutto per i gruppi che operano in più Stati membri”.

Tra le misure principali figura la proposta di eliminare le ritenute alla fonte sui pagamenti transfrontalieri di dividendi, interessi e royalties tra società dell’Unione europea. La Commissione punta così a ridurre le procedure necessarie per ottenere i rimborsi e ad agevolare la circolazione dei capitali. Questa modifica, da sola, potrebbe produrre benefici stimati in circa 5,3 miliardi di euro ogni anno.

Il Tax Omnibus affronta inoltre il coordinamento tra le norme sulle società estere controllate, le CFC, e il regime dell’imposta minima globale del 15%. L’obiettivo è evitare che le imprese siano chiamate a rispettare obblighi sovrapposti riferiti agli stessi rischi fiscali. Sono previste anche semplificazioni alle regole sulla deducibilità degli interessi e una revisione delle disposizioni più complesse sui disallineamenti da strumenti o strutture ibride.

“La semplificazione non comporta necessariamente un indebolimento dei controlli”, precisa Michele Massimo Donato Monteleone. “Può invece rendere più efficace la vigilanza, concentrandola sulle operazioni realmente rilevanti e riducendo il peso di comunicazioni duplicate o scarsamente utili”.

La DAC Recast riunirà in un unico testo le diverse modifiche apportate negli anni alla Direttiva sulla cooperazione amministrativa. Per i gruppi già soggetti alla Global Minimum Tax saranno eliminati alcuni obblighi di rendicontazione duplicati. È previsto inoltre un deposito centralizzato delle dichiarazioni relative all’imposta integrativa e un unico obbligo di notifica per il Country-by-Country Reporting.

Novità anche per le piattaforme digitali. L’innalzamento delle soglie di segnalazione dovrebbe escludere dagli obblighi di comunicazione oltre dieci milioni di venditori occasionali, in particolare privati che utilizzano i marketplace per vendere beni usati. 

La Commissione ritiene che questa modifica possa ridurre gli adempimenti senza compromettere la capacità delle amministrazioni fiscali di individuare le attività economiche effettive.

Il pacchetto comprende infine interventi sulle controversie fiscali transfrontaliere e sulle riorganizzazioni societarie. La direttiva sulle fusioni dovrebbe essere estesa a un numero maggiore di operazioni riconosciute dal diritto societario europeo, con l’obiettivo di assicurare maggiore neutralità fiscale nelle ristrutturazioni tra imprese di Stati diversi.

L’iter resta ancora aperto e il testo potrà subire modifiche durante il confronto tra istituzioni europee e governi nazionali. Per le imprese, tuttavia, il segnale politico è già definito: Bruxelles intende ridurre il costo della compliance fiscale e rendere più prevedibili le regole applicabili alle attività transfrontaliere, mantenendo al tempo stesso gli strumenti di contrasto all’evasione e alla pianificazione fiscale aggressiva.

Ringraziamenti

Michele Massimo Donato Monteleone è dottore commercialista con studio ad Aosta, dove assiste imprese, professionisti e privati nelle principali aree della consulenza tributaria, societaria e aziendale. Si occupa di pianificazione fiscale, operazioni straordinarie, contabilità, bilanci, consulenza societaria e gestione degli adempimenti tributari, affiancando le aziende nelle scelte strategiche e nell’interpretazione dell’evoluzione normativa italiana ed europea. Attraverso un’attività costante di approfondimento e divulgazione, analizza i principali cambiamenti in materia fiscale ed economica, offrendo una lettura tecnica delle riforme e del loro impatto concreto sul sistema imprenditoriale.

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