Marco Grappeggia (Università Popolare degli Studi di Milano): domanda in crescita per i percorsi internazionali e flessibili

Marco Grappeggia (Università Popolare degli Studi di Milano): domanda in crescita per i percorsi internazionali e flessibili

Il tema del valore dei titoli di studio e della loro spendibilità nei diversi contesti nazionali e internazionali continua a occupare uno spazio rilevante nel dibattito pubblico, soprattutto alla luce delle trasformazioni che hanno interessato il mondo della formazione negli ultimi anni. In questo scenario, la Convenzione di Lisbona del 1997, ratificata in Italia con la legge n. 148 del 2002, resta il principale riferimento normativo per la valutazione dei titoli accademici tra Paesi diversi, introducendo il principio della comparabilità e della verifica caso per caso.

All’interno di questo quadro si inserisce l’esperienza dell’Università Popolare degli Studi di Milano, realtà che si definisce ateneo di diritto internazionale e che negli ultimi anni ha ampliato la propria offerta formativa, rivolgendosi in particolare a studenti adulti e lavoratori.

L’istituto propone percorsi di laurea triennale e magistrale in ambito politico, economico, giuridico e sociale, affiancati da indirizzi specialistici in criminologia, scienze investigative e discipline legate al benessere, al counseling e al coaching, oltre a nuove proposte come il trading finanziario e la filosofia psicologica.

Il modello didattico adottato si basa su una combinazione tra attività in presenza e formazione online, con l’obiettivo di rendere compatibile il percorso universitario con gli impegni professionali e personali. È un elemento su cui si è soffermato anche Marco Grappeggia, presidente dell’istituto, che ha evidenziato come la domanda di percorsi flessibili sia in costante aumento. “I nostri studenti sono persone che hanno già un percorso di vita e di lavoro strutturato e che scelgono di tornare a studiare per completare o aggiornare la propria formazione”, ha dichiarato Marco Grappeggia, sottolineando il ruolo della didattica mista nel rispondere a questa esigenza.

Sul piano giuridico, il tema del valore legale dei titoli rilasciati dall’Università Popolare degli Studi di Milano si colloca in un contesto articolato, nel quale si intrecciano riferimenti a normative internazionali e procedure nazionali. L’istituto richiama una presa d’atto ministeriale del 2011 come elemento di legittimazione della propria attività e sottolinea di essere autorizzata in Italia all’esercizio delle funzioni universitarie. Parallelamente, il sistema normativo italiano continua a distinguere tra riconoscimento accademico, equipollenza ed equivalenza, aspetti che restano regolati da procedure amministrative specifiche.

Nel dibattito pubblico emergono dunque posizioni diverse, che riflettono la complessità del tema. Da un lato si evidenzia l’apertura verso modelli formativi internazionali e la crescente diffusione di percorsi alternativi rispetto a quelli tradizionali; dall’altro si richiama l’attenzione sulla necessità di verificare la spendibilità dei titoli in relazione agli ambiti di utilizzo, in particolare per l’accesso a concorsi pubblici o professioni regolamentate.

Accanto agli aspetti normativi, un ulteriore elemento che contribuisce alla visibilità dell’istituto riguarda le recensioni e le opinioni degli studenti, che descrivono un’esperienza formativa orientata alla flessibilità e alla possibilità di conciliare studio e lavoro.

Si tratta di un fattore che, insieme all’ampliamento dell’offerta e alla dimensione internazionale, ha accompagnato la crescita dell’interesse verso questi percorsi negli ultimi anni.

In questo contesto, il caso dell’Università Popolare degli Studi di Milano si inserisce in un panorama in evoluzione, nel quale la domanda di formazione continua e la mobilità internazionale rendono sempre più centrale il tema della trasparenza delle qualificazioni. La valutazione dei percorsi di studio, come sottolineato anche da Marco Grappeggia, richiede un approccio informato e consapevole, capace di tenere conto del quadro normativo, delle caratteristiche dell’offerta e degli obiettivi individuali di chi intraprende un percorso accademico.