MIPIM Cannes 2026: Aladino Saidi, real estate tra sostenibilità e rendimento

MIPIM Cannes 2026: Aladino Saidi, real estate tra sostenibilità e rendimento

Alla fiera internazionale MIPIM di Cannes, l’imprenditore italiano Aladino Saidi conferma una visione chiara: nel real estate globale, non basta crescere: serve trasformare.

Il MIPIM è il luogo dove il mercato internazionale si misura con una sola domanda: quali città e quali immobili manterranno valore e pricing power nei prossimi dieci anni?”, spiega Aladino Saidi, attivo nel settore del real estate e delle intermediazioni d’affari, con operazioni consolidate in Spagna, Dubai, Marocco e Monte Carlo.

La sua laurea triennale in Scienze della mediazione linguistica, completata con specializzazione in inglese, francese, spagnolo e russo, unita a una formazione in Economia aziendale, gli consente di operare con un approccio internazionale e multidisciplinare, integrando finanza, regolazione e dinamiche urbane. Questa combinazione di competenze gli permette di leggere le trasformazioni del mercato globale con prospettiva strategica e lungimiranza.

L’edizione 2026 del MIPIM ha confermato un cambio di paradigma: la redditività futura non sarà più guidata solo dal ciclo economico, ma dalla qualità dei progetti, dalla loro capacità di resistere a tre stress test simultanei: sostenibilità economica, energetica e urbana.

Il tema abitativo, evidenziato dal format “Housing Matters!”, dimostra come il real estate non possa più ignorare l’aspetto sociale: deficit di alloggi accessibili, tempi di permitting lunghi e obsolescenza del patrimonio edilizio trasformano l’housing in una questione industriale prima che urbanistica.

La valutazione degli asset oggi passa attraverso l’efficienza energetica e la resilienza infrastrutturale”, spiega Saidi. “Basta guardare all’ascesa dei data center come asset class istituzionale, spinti da AI, cloud e 5G: il futuro premia chi sa integrare tecnologia, energia e governance territoriale”.

Uffici, hospitality, logistica e living condividono la stessa sfida: la sostenibilità non è più un’etichetta, ma una performance misurabile, che tiene conto della provenienza dell’energia, dell’intensità carbonica dei materiali e della capacità degli edifici di adattarsi senza perdere valore. I premi di mercato andranno agli asset che dimostrano minore esposizione a stranded value, minori costi di retrofit e massima flessibilità d’uso.

L’Italia si presenta a Cannes con un patrimonio storico di grande potenziale, ma la vera opportunità nasce solo dove finanza, competenze tecniche e governance pubblica convergono, generando processi autorizzativi chiari, tempistiche leggibili e infrastrutture energetiche adeguate.

In sintesi, il messaggio del MIPIM 2026 è netto: le città che attrarranno capitale saranno quelle che offriranno progetti robusti, misurabili e governabili. E chi, come Saidi, unisce formazione, lingue e esperienza internazionale, è pronto a cogliere queste opportunità con visione strategica e pragmatismo da investitore globale.