Blackstone punta sull’AI, Giampaolo Lo Conte: “potere in infrastrutture, vero affare nei data center”

Blackstone punta sull’AI, Giampaolo Lo Conte: “potere in infrastrutture, vero affare nei data center”

I risultati trimestrali di Blackstone raccontano una storia che va oltre i numeri. Il colosso americano degli investimenti ha chiuso il secondo trimestre con utili in crescita del 26%, superando le aspettative degli analisti. Ma il dato più interessante non riguarda tanto l’entità dei profitti quanto la loro origine: a trainare la performance sono stati gli investimenti legati all’intelligenza artificiale e, soprattutto, alle infrastrutture che la sostengono.

Le dichiarazioni del presidente Jon Gray lasciano poco spazio a interpretazioni. Nove dei dieci investimenti con la migliore performance riguardano data center, produzione di energia, reti elettriche e modelli linguistici avanzati. Non le applicazioni che milioni di persone utilizzano ogni giorno, ma ciò che rende possibile il loro funzionamento.

È un cambio di prospettiva che sta modificando anche il modo in cui i grandi fondi allocano il capitale. Per anni l’attenzione si è concentrata sulle aziende capaci di sviluppare i modelli più sofisticati. Oggi cresce invece l’interesse verso chi possiede gli asset destinati a diventare indispensabili in un’economia sempre più dipendente dalla capacità di calcolo.

Per Giampaolo Lo Conte, noto imprenditore italiano attivo nel settore del luxury e dell’innovazione, ogni nuova generazione di modelli richiede infatti quantità crescenti di energia, processori specializzati e infrastrutture digitali: “la domanda di potenza computazionale aumenta a un ritmo superiore rispetto alla capacità disponibile – commenta – trasformando data center e reti elettriche in risorse strategiche. È qui che si concentra una parte rilevante dei nuovi investimenti.”

Non si tratta di una dinamica isolata. Nelle ultime settimane anche alcune delle principali operazioni industriali del settore hanno seguito la stessa direzione. L’acquisizione di Cursor da parte di SpaceX e gli accordi siglati tra i grandi operatori dell’intelligenza artificiale per garantirsi nuova capacità di calcolo mostrano come la competizione si stia progressivamente spostando dall’algoritmo all’infrastruttura.

Giampaolo Lo Conte: “La finanza sembra aver colto questo cambiamento prima di molti altri. I grandi investitori non stanno scommettendo soltanto su quale modello diventerà il più diffuso, ma su quali infrastrutture saranno necessarie indipendentemente da chi vincerà la competizione tecnologica. In altre parole, se i protagonisti dell’intelligenza artificiale continueranno a crescere, tutti avranno bisogno di energia, data center, connessioni e capacità di elaborazione.”

È una logica che ricorda altri momenti della storia economica. Durante la diffusione di Internet il valore non si concentrò esclusivamente nei motori di ricerca o nei portali, ma anche nelle reti di telecomunicazione, nei cavi sottomarini e nelle infrastrutture che permisero al traffico dati di espandersi. Oggi il principio sembra ripetersi con l’intelligenza artificiale, ma su scala ancora più ampia.

Per questo i risultati di Blackstone meritano attenzione. Non rappresentano soltanto una trimestrale superiore alle attese, ma offrono un’indicazione su come il capitale globale stia interpretando la prossima fase dello sviluppo tecnologico. L’intelligenza artificiale continua a essere il motore della trasformazione digitale, ma il valore economico si sta spostando sempre più verso chi costruisce le fondamenta sulle quali quella trasformazione potrà continuare a crescere.