L’intelligenza artificiale ha stravolto il mondo della creazione artistica, sollevando interrogativi sempre più urgenti sulla tutela del diritto d’autore e sul riconoscimento economico del lavoro creativo. Quali modalità andranno applicate per remunerare gli autori le cui opere vengono sfruttate illegalmente per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale? Come garantire trasparenza, consenso e un equo compenso? Sono alcune delle questioni al centro del convegno internazionale “Intelligenza artificiale ed equo compenso. L’utilizzo illegittimo delle opere per l’addestramento dell’intelligenza artificiale: nuove forme di remunerazione degli autori”, organizzato da France Odeon nell’ambito della sua XVIII edizione, in programma a Firenze dal 28 ottobre al 1° novembre 2026. L’appuntamento si svolgerà venerdì 30 ottobre, alle ore 11.30, presso la Sala di Lettura dell’Institut français Firenze, in Piazza Ognissanti 2.
Dopo i saluti istituzionali di Anne-Laure Jeanvoine, Console Generale di Francia a Firenze, e l’introduzione di Enrico Castaldi, presidente di France Odeon, interverranno Giorgio Carlo Brugnoni, direttore della DGCA – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo; Pascal Rogard, direttore generale della SACD; Andrea Marzulli, direttore della sezione Cinema della SIAE; il giurista Alberto Maria Gambino; Vivian Grace Chammah, esperta di diritto d’autore; e il regista Philippe Le Guay. A moderare il confronto sarà Francesco Ranieri Martinotti, direttore artistico di France Odeon.
Al centro del dibattito, una questione destinata ad assumere un ruolo cruciale nelle politiche culturali dei prossimi anni: l’utilizzo di opere protette dal diritto d’autore per alimentare e addestrare i modelli di intelligenza artificiale generativa, che avviene in assenza di una preventiva autorizzazione degli aventi diritto e senza alcuna remunerazione. Testi, immagini, musiche, sceneggiature, film e altri contenuti creativi rappresentano infatti una risorsa fondamentale per lo sviluppo di queste tecnologie, che si avvalgono di patrimoni artistici e intellettuali che derivano dal lavoro degli autori.
Se a livello europeo è stata avviata una riflessione di come regolamentare il machine learning, resta aperta la questione di come dare valore economico allo sfruttamento delle opere utilizzate per l’addestramento degli algoritmi. L’obiettivo è arrivare a considerare l’addestramento dei sistemi di IA come una specifica forma di sfruttamento delle opere protette, individuando strumenti capaci di assicurare autorizzazione, controllo e remunerazione.
In questa prospettiva, il convegno metterà a confronto l’esperienza italiana della SIAE e quella francese della SACD, approfondendo le iniziative che le due società stanno approntando nei confronti delle piattaforme tecnologiche. Tra le ipotesi al centro della discussione, l’introduzione di un sistema specifico di equo compenso per l’impiego delle opere nell’addestramento dell’intelligenza artificiale, da affiancare ai meccanismi di remunerazione già previsti per altre modalità di utilizzo, dalla diffusione televisiva allo streaming.
Il confronto affronterà inoltre le questioni legate alla trasparenza sui contenuti utilizzati dai sistemi generativi, alle modalità di raccolta e redistribuzione dei compensi, alla verifica delle autorizzazioni e agli strumenti giuridici necessari per contrastare gli utilizzi illegittimi. Un insieme di problematiche che investe direttamente il settore cinematografico e audiovisivo, chiamato a confrontarsi con tecnologie che incidono sui processi produttivi, sulle professionalità artistiche e sugli equilibri economici dell’intera filiera.
Particolare rilievo assumerà la prospettiva europea, alla luce dell’evoluzione normativa in materia di intelligenza artificiale e proprietà intellettuale. La sfida è individuare un possibile modello condiviso di remunerazione, in grado di rafforzare il potere negoziale degli autori nei confronti delle piattaforme e di conciliare lo sviluppo tecnologico con la salvaguardia della creatività umana. In questo percorso è fondamentale anche il contributo delle associazioni di categoria, tra cui ANAC, 100autori, AIDAC, WGI, ACMF e AIR3, che rappresentano diverse componenti del mondo autoriale italiano di SIAE.
Un confronto che va oltre i confini dell’industria cinematografica per interrogarsi sul futuro della produzione artistica e sulla necessità di riconoscere, nell’era delle tecnologie generative, il valore insostituibile del lavoro creativo e il diritto degli autori a una sua equa remunerazione.
